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Navi dei veleni. Gianfranco Posa “hanno dimenticato la vera emergenza”

Fonte:  Rivistaonline.com     la cava

Navi dei veleni. Posa (Wwf) abbiamo dimenticato la vera emergenza

di Sara Dellabella 30/10/2009

Dopo le rassicurazioni del Ministro Prestigiacomo, abbiamo chiesto a Gianfranco Posa del Wwf di Amantea e promotore del Comitato per la verità Natale De Grazia di esporci i suoi dubbi riguardanti il relitto a largo di Cetraro e l’intera vicenda delle navi a perdere. Per due mesi abbiamo parlato della Cunsky dimenticando la vera emergenza, quella ambientale che riguarda tutta la Calabria …

Il ministro Prestigiacomo dice che bisogna abbassare i toni dell’allarmismo. Voi cosa pensate a riguardo?
Fino a quando non sarà fatta piena luce sulla vicenda terremo alta l’attenzione. A noi sembra che abbiano spostato i riflettori sulla nave di Cetraro dimenticando quello che è il vero problema: l’emergenza ambientale in Calabria. Testimoniata dalla presenza di rifiuti tossico-nocivi e radioattivi nella vallata del fiume Oliva che danno certezza dell’esistenza del traffico di rifiuti pericolosi e che la Calabria è luogo di smaltimento di tali sostanze. Inoltre vi sono altre realtà come quella di Crotone, quella di Praia a mare, quella del Metrano, Melito Porto Salvo, Sibari, l’Aspromonte. La Calabria non vuole più essere la pattumiera d’Italia e d’Europa e lo farà sentire. E poi l’allarmismo è stato generato dall’inerzia del Governo. Il ministero dell’Ambiente e la Protezione civile sapevano da aprile dell’esistenza di tali sostanze nel fiume Oliva e del sospetto della presenza di un relitto sui fondali di Cetraro. Ma non ha mai risposto alle continue richieste del procuratore di Paola Bruno Giordano e quelle dell’assessore regionale all’ambiente Silvestro Greco. E’ stato necessario l’interessamento dei media a livello nazionale e la protesta popolare per far muovere il governo.

Vi ha convinto il Ministro, quando dice che quel relitto non è la Cunski?
E’ molto probabile che non sia la Cunsky, ovvero che questo non sia il vero nome della nave. Ma non ci convince l’atteggiamento utilizzato dalle istituzioni per far chiarezza sul caso. Sin dall’inizio del suo ritrovamento si diceva che non era una nave censita sulle carte nautiche, ovvero che nessuno sapeva, ufficialmente, dell’esistenza di quel relitto sui fondali di Cetraro. La nave è stata ritrovata grazie alle dichiarazioni di un pentito che dice di averla affondata egli stesso. In questi giorni, prima ancora che la nave Oceano immergesse il Rov in acqua, hanno dichiarato che si trattasse della motonave Cagliari, ma il procuratore di Paola Giordano ha smentito questa notizia fornendo le giuste coordinate della Cagliari. Poi nelle dichiarazioni ministeriali è diventata una nave tedesca ed infine è stata accertata come la nave Catania. Ci è stato riferito da fonti giornalistiche che la Catania è una nave il cui affondamento è già documentato sulle carti nautiche e si trova a quattro miglia di distanza dal relitto di Cetraro. Inoltre noi abbiamo chiesto trasparenza sulle indagini e sulle analisi condotte a Cetraro, volevamo fosse utilizzato lo stesso protocollo d’intervento utilizzato nella vallata dell’Oliva (dove la competenza giudiziaria è rimasta alla Procura di Paola). In questi siti, infatti, le campionature verranno analizzate e comparate da quattro enti differenti, a garanzia di trasparenza e obiettività. Il Comitato chiede che anche le indagini sul relitto di Cetraro siano improntate sulla massima trasparenza. Per fare questo occorre che vengano coinvolti nelle indagini tecnici delegati da enti rappresentativi come la Regione Calabria, l’Arpacal e da Associazioni ambientaliste riconosciute.

Cosa chiedere ad un Parlamento che in tanti anni di inchiesta non è riuscita mai a giungere ad una verità? Avete ancora fiducia nella politica?
In questa situazione molto complicata è difficile continuare ad avere fiducia nelle istituzioni, tantomeno in quelle politiche. Ci saremmo aspettati una maggiore presa di posizione soprattutto dei parlamentari calabresi ed in modo particolare quelli che rappresentano le forze di Governo. Poiché quando su una vicenda interviene l’opposizione viene accusata di “strumentalizzazione”. Una richiesta fatta con determinazione da forze di governo avrebbe avuto un peso diverso. Ma la Calabria ha dimostrato che non ha più voglia di delegare ad altri la difesa dei propri diritti ma che i cittadini vogliono prendere in mano le redini del proprio destino. I politici in piazza sono stati tutti contestati e la maggior parte non erano certo politici vicino al Governo. Il Parlamento, ma soprattutto il Presidente della Repubblica, dovrebbe intervenire chiedendo che venga rispettato uno dei principali articoli della Costituzione italiana, l’articolo 32 che con con straordinaria chiarezza, semplicemente afferma: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.La salute in Calabria è a rischio e lo testimoniano le consulenze affidate ad esperti dalla procura di Paola e studi effettuati in loco da medici di base (vista l’inesistenza di un registro dei tumori!) che rilevano un aumento delle malattie tumorali. Ci aspettiamo, quindi, che la commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti contribuisca, con proprie indagini autonome, a far davvero chiarezza sul traffico di sostanza pericolose.

In questi anni di battaglie, vi siete sentiti soli?
Quando iniziammo il nostro cammino nel comitato civico NATALE DE GRAZIA nell’agosto del 2004, eravamo in pochi, avevamo tanti nemici e i cittadini che ci sostenevano non erano tanti e questo ha segnato la nostra vita, non poco, facendoci anche pensare di andar via da questa terra. Oggi le cose sono diverse perché c’è una maggiore presa di coscienza. La gente è davvero stanca dei soprusi, del maltrattamento del proprio territorio da parte di faccendieri senza scrupoli, dalla criminalità organizzata e da una parte istituzionale e da certa politica connivente e complice. E poi finalmente abbiamo trovato delle persone serie nelle istituzioni, di cui abbiamo fiducia: Bruno Giordano capo della procura di Paola e Silvestro Greco assessore regionale all’Ambiente. Non so se si tratta di fortuna oppure è il segno che in Calabria, anche nella Calabria istituzionale, qualcosa stia davvero cambiando.

la notizia è stata ripresa e riportata anche dall’ansa: http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/inquinamento/20091030133934970899.html

ECORADIO 2 ott. 2009 – Lucio Biancatelli ci presenta Gianfranco Posa

http://www.ecoradio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=6668&Itemid=36

Categorie:Attività del Comitato Tag:
  1. antonio.fregola
    31 ottobre 2009 a 15:32 | #1

    Ma la famosa petizione è ancora in corso di raccolta? è finita?
    io avrei da inviare quasi 50 firme raccolte servono a qualcosa?
    se qualcuno mi facesse cortesemente sapere se e come inviarle.

  2. antonio.fregola
    31 ottobre 2009 a 16:38 | #2

    Per quanto mi riguarda le risposte date dal ministro e dal governo in generale non mi convincono e soddisfano per niente….sono contento che il comitato non sia stato zittito dalle affermazioni fatte, ma credo che il contraddittorio vada creato sui media a livello nazionale, altrimenti anche la questione dell’inquinamento calabrese da scorie radioattive e non solo, verrà fatta passare come una questione risolta, come l’inquinamento campano ed il terremoto dell’aquila.
    Apprezzo molto il lavoro fatto dal comitato, anzi, mi metto a completa disposizione in questa lotta per il recupero ambientale e legale della calabria.

  3. gianfranco
    31 ottobre 2009 a 20:31 | #3

    le firme puoi scannerizzarle e inviarle via mail, oppure consegnarle a mano nelle riunioni che teniamo a Belmonte ogni venerdì nella sede del WWF alle ore 20.00.
    Oppure puoi darle a qualche membro del comitato che conosci o puoi consegnarle al tabacchino di Via margherita Tobaco’s di Amantea che sicuramente è sempre a disposizione e che ce le farà avere.

    @antonio.fregola

  4. gianfranco
    31 ottobre 2009 a 20:34 | #4

    Caro amico se conosci un modo per apparire sui media nazionali senza pagare faccelo sapere. I nostri comunicati li spediamo a tutte le agenzia di stampa e a tutte le testate anche quelle nazionali…se le notizie non vengono pubblicate che colpa ne abbiamo?
    Cmq per fortuna qualcuno che ci da voce c’è ma in effetti è troppo poco (a livello nazionale).

  5. antonio.fregola
    31 ottobre 2009 a 22:10 | #5

    Ho inviato le firme che ho raccolto finora via mail in scansione, naturalmente continuerò a raccoglierne.
    E’ vero è difficile apparire sui media nazionali, e non do certamente la colpa a voi di questa difficoltà, io, comunque, cercherò di sensibilizzare più gente possibile al problema a Roma, perchè vivo qui anche se sono Calabrese.
    Grazie ancora

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