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Archivio per dicembre 2013

Il «No» dei cittadini alla discarica di “Cozzo Giani”. «Vogliamo la differenziata»

30 dicembre 2013 Commenti chiusi
Prima assemblea pubblica ad Aiello Calabro per discutere della discarica di Lago. I cittadini del comprensorio si oppongono all’opera che mina il territorio e la salute e chiedono ai comuni di spingere sulla raccolta differenziata.
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AIELLO CALABRO, 30.12.13 – C’erano Cittadini di ogni paese del circondario alla prima assemblea pubblica tenutasi ad Aiello per discutere della discarica di Giani, in comune di Lago, che mette in apprensione non poco per le possibili ripercussioni sulla salute e sulle già compromesse condizioni ambientali della vallata dell’Olivo. Una vallata che attende, da troppo tempo ormai, la bonifica dei luoghi contaminati da metalli pesanti che sono tra le principali concause dell’insorgenza di malattie gravi, come le patologie oncologiche.
Gli organizzatori, i comitati Valle Oliva e Natale De Grazia, nel corso dell’incontro convocato quasi come un flash mob, hanno fornito informazioni sul progetto del comune di Lago e della regione Calabria che prevede la spesa di circa 3 milioni di euro per il primo lotto funzionale già finanziato e cantierabile, e altri 2 milioni e mezzo, per un secondo lotto. Nella zona, a poca distanza, insistono anche altre due discariche dismesse, per una delle quali, pare sia stata richiesto un risanamento ambientale. Dunque, il timore di cittadini ed ambientalisti che tutto il comprensorio si trasformi in una enorme pattumiera, è fondato, come la storia recente del sistema rifiuti in Calabria insegna. La discarica – che avrà una durata stimata di appena 7-10 anni – è prevista in una conca naturale, di proprietà del comune di Lago, e avrà una capienza di circa 400 mila mc, destinata ad accogliere “rifiuti speciali non pericolosi”, con annesso impianto a biogas. Ma se da una parte ci sono i lati positivi per le sole casse comunali di Lago, la bilancia pende visibilmente a sfavore della salute delle popolazioni vicine all’impianto, come ha evidenziato il consigliere di Lago Giocondo Muto, già sindaco di Lago, il quale ha espresso la sua ferma contrarietà al progetto. Anche il sindaco di Aiello, Franco Iacucci ha annunciato il no dell’Amministrazione comunale, che sarà messo nero su bianco, si spera, nel primo consiglio comunale utile. Un invito dai presenti a fare altrettanto è stato pure rivolto a tutti i comuni vicini - come ha fatto per Amantea il consigliere Pugliano - che vogliono virtuosamente risolvere il problema dei rifiuti in risorsa, dedicandosi alla raccolta differenziata.
Proprio in tal senso, va l’intervento di Franco Falsetti del WWF di Amantea che ha proposto di utilizzare la somma stanziata dalla regione Calabria per Valle Giani (ripetiamo ben 5 milioni e mezzo di euro), per dare il via, acquisendo il capannone Ex BM Filati in zona PIP di Amantea, circa 12 mila mq, e adibirlo a centro di stoccaggio, per una gestione intercomunale della differenziata. «Una risposta seria all’intero territorio – ha detto -, senza produrre nessun inquinamento e andando a creare opportunità reali sul piano occupazionale».
Tra gli altri contributi alla discussione, quella di Francesco Saccomanno, che ha parlato della situazione calabrese in tema di rifiuti. Soprattutto, l’esponente ambientalista ha puntato l’attenzione sui danni alla salute che può provocare l’inquinamento, sulla modificazione degli attivatori dei geni che possono determinare, a distanza di tempo, malattie più o meno gravi.
Su tutto, è emersa la volontà di sostenere le politiche “Rifiuti Zero” e di fermare l’attuale gestione disastrosa dei rifiuti in Calabria.
L’assemblea, in ultimo, ha deciso di convocarsi, a breve, per altri incontri informativi e di sensibilizzazione delle popolazioni locali.
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Amantea, “Occhi a perdere” al Campus Temesa

26 dicembre 2013 Commenti chiusi

Lo spettacolo, che non ha mai lasciato indifferenti gli spettatori, sarà messo in scena gratuitamente il 27 dicembre dall’associazione “La buffa agitatori culturali”

Amantea, 26 dicembre 2013 – Ha origini da storie di intrighi internazionali e traffici di rifiuti che distruggono territori ammalando le comunità, ma “Occhi a perdere” non è il documentario di un’intricatissimo mistero all’italiana non ancora risolto, ma è il racconto di un incubo che prende le mosse dalle suggestioni avute dalla lettura di due testi completamente diversi tra loro come l’ “Edipo Re” di Sofocle e “Navi a Perdere”, di Carlo Carlo Lucarelli. Il concetto è: come Edipo và incontro alla tragedia giacendo con la madre e assassinando il padre nonostante le avvisaglie di Tiresia e degli oracoli, così l’uomo contemporaneo va verso il disastro nonostante gli avvisi derivanti dalle sensibilità ecologiste.

Alcuni link drammaturgici sono immediati e molti altri lasciati alla riflessione dello spettatore: la peste su Tebe come rifiuti tossici, la madre violata come madre terra stuprata, la cecità di fronte alla tragedia, la visione profetica, il non voler vedere quello che palesemente accade davanti ai nostri occhi e l’analogia di Edipo l’“uomo che cerca” e il Capitano De Grazia. Una delle scene più emozionanti che non lascia indifferente lo spettatore riguarda proprio un momento della vita del capitano morto mentre indagava su un traffico di rifiuti via mare, il cosiddetto fenomeno delle “navi a perdere”.

Per gli spettatori l’ingresso è gratuito.


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Donnici

26 dicembre 2013 Commenti chiusi
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Calabria, i movimenti dell’acqua in piazza per chiedere la discussione della legge regionale

20 dicembre 2013 Commenti chiusi

Una giornata di mobilitazione in tutti i comuni della calabria per informare i cittadini sulla mancata discussione della proposta di Legge di iniziativa popolare firmata da 11000 cittadini calabresi.

 

ACQUA BENE COMUNE.  MOBILITIAMOCI!

Calabria, 20 dic. 2013 - Nonostante il referendum del 2011 “2 sì per l’Acqua Bene Comune” (27milioni di voti, 800mila dalla Calabria), ancora si cerca in tutti i modi di non rispettare la volontà popolare. Nel 2012, per aggirare l’obbligo di non trarre profitto dall’acqua, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha deliberato un metodo tariffario “transitorio”, valido anche nella nostra regione, cui si è opposto il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua (ricorso TAR Lombardia 579/2013).

A breve la sentenza, intanto la Sorical SpA sta inviando a tutti i comuni calabresi la “letterina di Natale” comunicando alle amministrazioni che le tariffe idriche verranno incrementate di diversi punti percentuale (il comune di Gioiosa Ionica, per esempio, avrà un aumento del 13%!).

L’8 luglio 2013, dopo aver denunciato per anni le storture del sistema nella nostra regione, il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica ha presentato, con 11mila adesioni, una proposta di legge regionale d’iniziativa popolare per far rispettare l’esito referendario in Calabria:

  • la gestione del servizio idrico integrato deve essere sottratta al principio della libera concorrenza, e realizzata senza finalità lucrative;
  • ciò non può accadere se non tramite l’affidamento diretto ad un’Azienda Speciale di diritto pubblico;
  • grande partecipazione dei cittadini e dei lavoratori del servizio idrico nella pianificazione, programmazione, gestione e controllo di quest’azienda;
  • in ogni caso deve essere garantita a chiunque la fornitura del quantitativo minimo vitale, individuato in 50 litri a persona.

Lo Statuto Regionale prevede che la proposta si discuta entro 3 mesi dalla presentazione, ma ancora non è successo niente!

Per questo chiediamo che il Consiglio Regionale discuta ed approvi al più presto la proposta di legge e lo rivendicheremo il 21 DICEMBRE con una mobilitazione diffusa su tutto il territorio Calabrese con banchetti e presidi che interesseranno diverse decine di comuni.

Sono già tante le adesioni: Cosenza, Catanzaro, Reggio, Lamezia Terme, Celico, S. Pietro In Guarano, Casole Bruzio, Spazzano Sila, S. Giovanni In Fiore, Martirano, Sersale, tutta la zona del Reventino, Sorbo San Basile, Badolato, Bisignano, Mendicino, Acri, Castrovillari, Amantea, tutta la zona del Savuto, Curinga, Serra San Bruno. A questi tanti altri se ne stanno aggiungendo in questi ultimi giorni. L’intento è unico: se non otterremo, a breve, risposte adeguate, alla ripresa dei lavori del Consiglio Regionale metteremo in atto adeguate iniziative di protesta.

Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia!

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Natale De Grazia. Diciotto anni di misteri

12 dicembre 2013 Commenti chiusi

Ala Campus Temesa di Amantea si ricorda il capitano De Grazia. Le sue indagini che hanno riguardato anche la cittadina tirrenica tra misteri, veleni e tumori

Amantea, 12 Dic. 2013 – Il capitano Natale De Grazia indagando sulle navi dei veleni si è imbattuto anche sull’imbarcazione che spiaggiò sulle coste di Amantea il 14 dicembre 1990.  Da allora la storia della cittadina è costellata di misteri, di rifiuti interrati negli alvei dei fiumi che, ufficialmente, non si sa da dove provengano e di terribili malattie che a sentir la gente locale sono troppo frequenti ma di cui non si può parlare perchè mancano studi e dati precisi, non se ne conosce le cause. E in Calabria il registro tumori non è mai stato istituito.

Intanto il parlamento ha deciso – o meglio per ora solo comunicato – che intende desecretare gli atti parlamentari sul traffico dei rifiuti e sul fenomeno delle navi a perdere così come fatto per le dichiarazioni del pentito napoletano Schiavone che ha fatto esplodere il caso della terra dei fuochi in Campania.

In questi giorni la Commissione sanità del consiglio regionale della Calabria intende fare luce sulla mancata istituzione dei registro tumori regionali e sta convocando i dirigenti del settore sanitario mettendoli a confronto con le associazioni che operano nei vari territori calabresi martoriati dalle malattie tumorali e da disastri ambientali.

Di questo ed altro si parlerà venerdì sera nella sala eventi del Campus Temesa di Amantea. Si inizierà alle 20.30 con la proiezione de “La Forestale dei veleni” la video inchiesta vincitrice della seconda edizione del Premio Morrione, la nuova sezione del Premio Ilaria Alpi.  Gli autori, i giovani giornalisti Silvia Sciorilli Borrelli, Davide Gangale e Andrea Tornago, ricostruiscono attraverso documenti inediti e la testimonianza diretta dei “sopravvissuti”, le indagini sulle navi a perdere che hanno visto protagonista il capitano De Grazia. Gli investigatori per anni hanno cercato di dare un volto e un nome ai trafficanti, nel tentativo di localizzare i relitti finché qualcosa o qualcuno non li ha fermati. Sarà motivo di riflessioni l’emozionante brano tratto dallo spettacolo teatrale “Occhi a perdere” che sarà interpretato durante la serata dagli artisti dell’associazione “La Buffa, agitatori culturali” di Amantea il cui spettacolo completo andrà in scena sempre nel Campus Temesa il prossimo 27 dicembre.

 

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Registro tumori. Le richieste dei comitati alla Commisione sanità regionale

5 dicembre 2013 Commenti chiusi

Le richieste avanzate durante l’audizione del tre dicembre davanti alla Commissione  Sanità del Consiglio regionale della Calabria

Amantea, 04 dic. 2013 -  Il Comitato civico “Natale De Grazia” e il comitato civico “Valle Oliva Terre a Perdere”, chiedono ai membri della Terza Commissione attività sociali, Sanitarie, Culturali e Formative del consiglio Regionale della Calabria di portare a conoscenza dell’intero Consiglio regionale, della Giunta Regionale e del Governo italiano il caso della “valle dei veleni”, sollecitandone l’intervento, nei modi e nelle forme dovute, affinché:

 1.      le autorità ambientali italiane  e regionali (Ministero dell’ambiente, ISPRA e Assessorato Ambiente Regione Calabria) e quelle sanitarie (Ministro della Sanità e Istituto Superiore di Sanità e Assessorato Sanità Regione Calabria) procedano alla messa in sicurezza dal punto di vista igienico-sanitario e ambientale e alla bonifica della Valle dell’Oliva, nel rispetto del principio di precauzione, di cui all’articolo 191 del Trattato dell’Unione Europea, finalizzato a garantire un alto livello di protezione dell’ambiente grazie alla prevenzione del rischio, e del principio di prevenzione, riconosciuto in ambito comunitario;

2.      Sia istituito il Rencam (Registro Nominativo della Cause di Morte) informatizzato presso l’ASP di Cosenza, con l’istituzione e attuazione concreta della Cartella clinica elettronica;

 3.      Venga attivato concretamente il Registro Tumori della Calabria o, in alternativa, i registri provinciali, rafforzando la struttura operativa dell’Asp di Cosenza;

 4.      Semplificazione della normativa sulla privacy che spesso rallenta i flussi informativi che devono confluire nel Rt; e miglioramento del sistema di integrazione e di collaborazione (come nello schema in basso*) tra uffici e strutture mediche della stessa Asp e delle altre regionali e nazionali;

 5.      Vengano rafforzati gli screening oncologici su tutta la popolazione a rischio;

 6.      Vengano disposti dei  Test mineralogramma a campione su popolazione residente nella vallata dell’Oliva.

 Quelle che precedono sono le richieste avanzate dal comitato civico Natale De Grazia e dal comitato “Valle Oliva” alla Commissione Sanità del Consiglio regionale della Calabria nella seduta dello scorso tre dicembre, in relazione alla discussione, sulla mancata istituzione del Registro tumori regionale.

Un incontro al quale erano presenti, oltre ai dirigenti regionali del settore sanitario, anche numerose associazioni di volontariato operanti su tutto il territorio calabrese.

I cittadini hanno illustrato ai membri della Commissione il dramma delle malattie oncologiche che colpiscono le diverse realtà territoriali, manifestando la preoccupazione e il terribile, ma verosimile, sospetto che la diffusione delle patologie neoplastiche sia in molti casi da ricollegare a contaminazioni ambientali certamente non casuali.

Denominatore comune l’importanza riconosciuta da tutti i presenti, rappresentanti istituzionali e cittadini, dell’istituzione del registro tumori, per la sua «importantissima valenza epidemiologica e di prevenzione». Ma non solo, perché dai dati statici contenuti nel registro tumori potrebbe emergere, secondo le associazioni, una mappatura dei luoghi ove la malattia è più diffusa e verificare se le cause sono attribuibili a specifici fattori ambientali.

Nel lamentare i ritardi nell’istituzione del registro tumori e della messa in sicurezza dei territori è emersa la rabbia dei cittadini per le lungaggini burocratiche troppo frequenti ma, allo stesso tempo, è emersa la loro propositività e la voglia di darsi da fare per arrivare celermente alla soluzione del problema. La via auspicata è stata tracciata proprio dalle associazioni che hanno proposto la costituzione di un gruppo di lavoro che veda coinvolti dirigenti sanitari regionali e i rappresentanti delle organizzazioni.  Proposta largamente condivisa e ripresa nel discorso finale della dottoressa Rosalba Barone (Dirigente del Dipartimento Tutela della Salute) che si è detta disponibile a intraprendere un percorso comune con le associazioni che non si fermi solo con la costituzione del registro tumori ma possa continuare anche oltre, per la programmazione degli interventi sanitari.

L’ultima parola è stata quella del presidente della commissione Salvatore Pacenza che ha accolto la proposta del comitato De Grazia di calendarizzare le future attività. Pacenza ha così assunto l’onere di convocare una seduta congiunta delle commissioni Sanità e Ambiente sugli stessi temi, in adesione a quanto già proposto dal presidente della commissione Gianluca Gallo presente alla seduta, ed ha invitato le associazioni a costituire, su base provinciale, un gruppo di lavoro che potrà, appena pronto, rendersi disponibile per iniziare con i dirigenti regionali, e in particolare con la dottoressa Barone, la programmazione dei lavori.

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Registro Tumori. Oggi l’audizione delle associazioni presso la Commissione sanità del Consiglio regionale della Calabria.

3 dicembre 2013 Commenti chiusi

 Tra le tante associazioni anche il comitato “Natale De Grazia” di Amantea e il Comitato “Valle Oliva” di Aiello Calabro.

Reggio Calabria, 03 dic. 2013 – E’ in corso in queste ore presso il Consiglio regionale della Calabria l’audizione delle associazioni calabresi che porteranno presso la terza commissione sanità  le numerose vertenze territoriali in tema ambientale e sanitario per cercare di accelerare l’iter di istituzione del Registro Tumori della Calabria.

La seduta della Commissione sulla problematica della mancata istituzione del Registro regionale dei tumori è stata richiesta dal consigliere regionale Giuseppe Giordano, dell’Idv. Il consigliere ha sollevato la necessità di un approfondimento per i ritardi che si registrano sulla tempistica attivata dal Governo regionale e delle singole ASP per dotare la nostra regione di uno strumento importantissimo dal punto di vista epidemiologico, in particolare per quanto attiene la provincia di Reggio Calabria.

In realtà l’Asp di Cosenza sta lavorando da tempo all’attivazione del registro tumori di Cosenza e Crotone e, a sentire i bene informati, mancherebbe l’ultimo passaggio burocratico per vedere finalmente attivato il registro tumori. Da oltre tre anni i sanitari dell’Asp di Cosenza stanno raccogliendo dati secondo le indicazioni dell’Airtum (Associazione nazionale Registri tumori) ma il registro stenta a partire, mentre se fosse attivato potrebbe fornire dati statistici importantissimi sulle malattie oncologiche diffuse sul territorio provinciale ed, eventualmente, la possibilità di individuarne le cause e verificare se alcune di queste sono legate all’ambiente. 

Oggi in Commissione ad ascoltare le associazioni e quindi i cittadini provenienti dalle varie zone della Calabria ci sarà, oltre ai consiglieri regionali che la compongono, anche la dirigente del Dipartimento Tutela della Salute, Teresa Barone (in sostituzione del direttore generale), che dovrà fornire informazioni sullo stato dell’arte del registro tumori regionale.

Spesso il palliativo utilizzato dalle istituzioni per mettere a tacere le giuste preoccupazioni della cittadinanza sulla diffusione delle malattie tumorali è appunto la mancanza del registro tumori senza il quale non si possono aver dati statistici certi e ufficiali. Ma le stesse istituzioni non forniscono mai risposte sul perché tale registro tarda ad arrivare. Dopo la seduta di oggi forse avremo maggiori risposte.


Consiglio regionale della Calabria – Terza Commissione - 
Sanità, Attività sociali, culturali e formative 

Elenco delle audizioni della seduta del 3 dicembre 2013 sul Registro tumori.

1)      Audizione dott. Bruno Zito Direttore Generale Dipartimento Tutela della Salute per discutere delle problematiche relative al Registro Tumori.

 Elenco Associazioni

  1. Audizione Associazione “1000 Firme” Africo (RC),
  2.  Associazione “Nausica” Reggio calabria,
  3. Associazione “Calabria e Calabresi” Villa San Giovanni (RC),
  4. Associazione “LILT-Lega Italiana Lotta Tumori” (RC, Cz, Cs, Kr.,VV),
  5. Associazione “Nuvola Rossi” Villa San Giovanni,
  6. Associazione “Franco Nisticò”(RC, KR,CZ,CS),
  7. Associazione “ANCADIC” Motta San Giovanni (RC),
  8. Associazione “Pro Loco Bagnara” Bagnara (RC),
  9. Associazione “Fabbrikando l’avvenire” Crotone,
  10. Associazione Lotta contro i tumori “Marisa Lavorato”,
  11. Comitato “Natale De Grazia” Amantea (CS),
  12. Comitato Civico “Valle dell’Oliva” Aiello Calabro (CS),
  13. Comitato per “le bonifiche dei terreni, fiumi e mari della Calabria”, Praia a Mare (CS),
  14. Comitato “La Piana di Gioia ci mette la faccia” Gioia Tauro (RC),
  15. Comitato spontaneo contrada Aracri, Cinquefrondi (RC),
  16. Comitato promotore “Articolo 32 Calabria”,
  17. Osservatorio per il diritto alla vita, Gioiosa Marina (RC),
  18. AIL Reggio Calabria,
  19. AIRC Calabria,
  20. Circolo Lega Ambiente Crotone
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