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Archivio per dicembre 2010

“Passerelle? No Grazie”. I cittadini discutono delle carenti infrastrutture calabresi

31 dicembre 2010 Commenti chiusi

Il 2 gennaio la Rete difesa per il territorio “F. Nisticò”, Rete No Ponte e Comitato ferrovia Ionica si ritroveranno a Roccella per discutere di S.S. 106,  Ponte sullo stretto e tagli di treni delle Ferrovie dello stato in Calabria.

Roccella Jonica (RC) – La protesta studentesca dell’ultimo periodo è il sintomo di un malessere sociale generale, non soltanto legato a questioni che riguardano l’istruzione e l’università. Ci sono, infatti, problemi importanti su cui discutere, che pongono l’attenzione su aspetti altrettanto fondamentali. Nella Locride, argomento annoso e all’ordine del giorno è quello della viabilità. È per questa ragione che Guerino Nisticò, della “Rete in difesa del territorio”, Sandro Gagliardi, del “Comitato ferrovia ionica” e Peppe Marra, della “Rete no-ponte”, si riuniranno a Roccella il prossimo due gennaio alle 18.30.

Un dibattito nella centralissima piazza San Vittorio per affermare l’interesse rabbioso della società civile nei confronti del deficit delle infrastrutture del territorio regionale e, in particolare, della fascia ionica. Titolo dell’incontro è “Passerelle? No grazie”, col significato di andare fin da subito al sodo del problema ed evitare inutili parate massmediatiche.

All’indomani della presentazione del progetto definitivo del ponte sullo stretto di Messina; all’indomani del taglio del treno “romano” e della tardiva rottura del silenzio da parte dei sindaci della Locride; all’indomani dell’ennesimo ritardo per l’inizio dei lavori di completamento della variante alla Ss 106, i tre soggetti hanno deciso di ritrovarsi per discutere e proporre quali, secondo loro, sono le priorità da inserire in agenda.

Modererà il dibattito Carlo Iannuzzi, del movimento “Ateneo Controverso” dell’Università della Calabria, che afferma: «la società civile è presente ed è soprattutto stanca di una classe politica che appare inetta a prendere in carico i veri problemi del nostro comprensorio. Una politica che, come è emerso dagli ultimi fatti di cronaca, sembra più interessata ad affari privati e malavitosi».

L’appuntamento arriva dopo la due giorni Villa San Giovanni e Badolato, in cui la rivendicazione sociale ha fatto tutt’uno con il ricordo di Franco Nisticò, il presidente del “Comitato per la Ss 106”, morto il 19 dicembre 2009 sul palco di Cannitello mentre era impegnato in un comizio.

Rete difesa del Territorio “Franco Nisticò”

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Nucleare: nasce in Italia la prima nave portascorie europea

29 dicembre 2010 Commenti chiusi

Il suo nome è ‘Rossita’, costruita da Fincantieri, la prima “nave dei veleni” «ufficiale», destinata a un ente russo

La Spezia – Ormai in Italia la via del nucleare è stata imboccata, difficilmente sarà possibile tornare indietro anche se dovessero cambiare governo e governanti, soprattutto se i fondi destinati alla produzione di energia non saranno dirottati verso fonti rinnovabili e “pulite”. E su questa strada l’Italia stringe patti con i Paesi che già lavorano con il nucleare.

Grazie ad un accordo tra Italia e Russia nell’ambito del progetto Global partnership (avviato in occasione del G8 del 2002 in Canada, per il quale il governo italiano ha impegnato 360 milioni di euro) è nata “Rossita” una nave “speciale” per il trasporto di scorie nucleari.

La nave, varata a La Spezia (“Il porto delle nebbie”) – ha un valore di 70 milioni di euro – è lunga 84 metri, larga 14, con una capacità di carico di 640 tonnellate e potrà viaggiare alla velocità continuativa di 12 nodi con equipaggio di 23 persone. Trasporterà il combustibile irraggiato prodotto in diversi siti del Nord-Ovest della Russia (Penisola di Kola e Mar Bianco) ed i resti di sottomarini nucleari russi dismessi. Ma queste scorie arriveranno mai in porto? L’Ansa nel lanciare la notizia del varo della nave il 16 dicembre scorso diceva che il sottomarino sarà utilizzato da un ente russo che trasporterà il materiale radioattivo nei siti di stoccaggio di Sayda Bay.

Sarà utile che gli amici ambientalisti, soprattutto russi, tengano d’occhio la nave e le sue rotte.

ANSA: LA SPEZIA – E’ stata varata alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani e del ministro russo all’Industria Viktor Khristenko, ‘Rossita’, la nave per il trasporto di materiali radioattivi derivanti dallo smantellamento dei sommergibili nucleari russi, il cui nome indica la cooperazione tra Russia (Ross) e Italia (Ita).

Alla cerimonia di varo della nave, realizzata da Fincantieri nello stabilimento del Muggiano, sono intervenuti l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono e di Sogin (la societa’ di gestione impianti nucleari nata in Italia nel 1999), Giuseppe Nucci. Madrina della nave e’ stata la dipendente del cantiere Cristina Brivonese.

La nave – che ha un valore di circa 70 milioni di euro – verrà’ utilizzata dalla societa’ russa Atomflot, che fa capo all’ Ente per l’ energia atomica della Federazione Russa Rosatom: trasporterà combustibile irraggiato dai diversi siti del Nord-Ovest della Russia (Penisola di Kola e Mar Bianco) al porto di Murmansk, e i rifiuti radioattivi gia’ messi in condizioni di sicurezza al sito di stoccaggio di Sayda Bay.

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Niger: Incidente radioattivo

27 dicembre 2010 Commenti chiusi

Il 17 dicembre Greenpeace ha ricevuto rapporti verificati che dallo scorso 11 dicembre oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi da tre piscine lesionate si sono riversati nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair, gestita dall’azienda nucleare francese Areva.

Niger – Lo scorso 11 dicembre presso la miniera d’uranio Somair in Niger oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi sono fuoriusciti da tre piscine lesionate riversandosi nell’ambiente. Una catastrofe radioattiva di cui poco o nulla si è sentito dagli organi di informazioni occidentali,tanto meno in Italia che invece, proprio in questi giorni, ha lanciato uno spot televisivo  per promuovere l’energia nucleare.

dal sito di GreenPace: “Almoustapha Alhacen che ha condotto l’analisi per l’associazione locale Aghir in’Man ci ha confermato che la contaminazione ha già coinvolto due ettari di terreno. Quest’ulteriore perdita mostra che le cattive pratiche gestionali di Areva continuano a minacciare la salute e la sicurezza della popolazione e dell’ambiente. Contrariamente alle dichiarazioni di Areva di rispettare in Niger glistandard di sicurezza validi a livello internazionale, queste notizie dimostrano che non ha fatto abbastanza per proteggere la popolazione.

Lo scorso maggio un rapporto di Greenpeace “Left in the dust”ha rivelato i livelli pericolosi di contaminazione radioattiva dell’aria, acqua e suoli attorno alle miniere d’uranio gestite da Areva in Niger. Il rapporto descriveva in modo dettagliato come gli abitanti dei villaggi di Arlit e Akokan siano circondati da acqua, suolo e aria contaminati dalla radioattività.Greenpeace ha chiesto l’elaborazione di uno studio indipendente sulle aree attorno alle miniere del Niger seguito da una azione di bonifica e decontaminazione delle aree coinvolte”.

leggi anche  su Greenreport

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=8193&cat=Inquinamenti&sez=#

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Comitato De Grazia: «Natale De Grazia vive nelle nostre coscienze»

20 dicembre 2010 Commenti chiusi

Il Comitato “De Grazia” ha commemorato domenica scorsa il capitano morto mentre indagava sulle “navi dei veleni”

Amantea, 20 dic. 2010 – Domenica mattina si è tenuta sul lungomare di Amantea, la commemorazione del capitano Natale De Grazia da parte degli attivisti del comitato che porta il suo nome e che lotta per conoscere la verità sulle vicende di cui egli si stava occupando, che vorrebbe siano svelati i misteri che offuscano le circostanze della sua morte e che lottano per difendere il territorio ed il mare dall’avvelenamento da rifiuti pericolosi.

Una cerimonia semplice, di commovente intimità, fatta da semplici cittadini che non intendono dimenticare chi si è sacrificato per difendere questa terra. Senza pomposi formalismi e false solennità, il capitano De grazia è stato ricordato in modo sentito da chi ci crede veramente. «Abbiamo voluto ricordarlo oggi, il giorno del suo compleanno – ha dichiarato Gianfranco Posa presidente del comitato mentre deponeva la corona di alloro ai piedi della lapide che porta impresso il nome di De Grazia – perché vogliamo sentirlo vivo. Vivo nelle nostre coscienze e speriamo nelle nostre azioni».

Natale De Grazia è stata una persona che si è distinta per le sue alte qualità morali, per la passione che metteva nel suo lavoro che svolgeva con senso di giustizia e dello Stato. «E con lo stesso spirito proviamo noi semplici cittadini a fare la nostra parte, provare a difendere il nostro territorio e la

La targa sul Lungomare di Amantea

salute dei cittadini che lo abitano. E cerchiamo di stare vicino a quelle poche persone delle istituzioni che, come De Grazia, svolgono onestamente il proprio lavoro affinché non siano lasciate sole come, probabilmente, è stato lasciato solo il capitano De Grazia e come certamente le istituzioni hanno lasciato sola la sua famiglia dopo la sua morte.

Speriamo che le attività del comitato possano proseguire nel tempo per far vivere il ricordo di Natale De Grazia e per diffondere, soprattutto tra i giovani, i suoi valori, sempre più difficili da trovare radicati in persone che hanno ruoli di responsabilità.

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Natale De Grazia verrà ricordato ad Amantea

18 dicembre 2010 Commenti chiusi

Il Comitato “De Grazia” commemorerà domenica mattina il capitano morto mentre indagava sulle “navi a perdere”

Natale De Grazia 19.12.56-13.12.95

AMANTEA, 18 dic.2010 Avrebbe compiuto 54 anni il capitano di fregata Natale De Grazia se il 13 dicembre del 1995, esattamente 15 anni addietro, non fosse morto in circostanze ancora non del tutto chiarite lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Domenica 19 dicembre, proprio in occasione del compleanno dell’uomo di Stato che ha dato un contributo decisivo sulla vicenda delle cosiddette “navi a perdere”, il Comitato “Natale De Grazia” deporrà una corona sul lungomare che porta il nome del capitano di fregata. Una decisione, quella di ricordare così Natale De Grazia, che lega simbolicamente l’attività portata avanti dall’ufficiale che indagava su affondamenti sospetti nel Mediterraneo per conto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria alle iniziative condotte proprio dal Comitato “De Grazia” per conoscere la verità su tali vicende. Per questo gli attivisti del Comitato si ritroveranno domenica mattina alle 11.00 davanti la lapide che ricorda “innanzitutto un uomo delle istituzioni”. “La dedizione ed il coraggio dimostrata dal capitano De Grazia – sostengono gli attivisti – nel cercare fino in fondo la verità su quelle vicende che tutt’ora sono rimaste insolute continuano a darci la forza necessaria a portare avanti oggi  la nostra battaglia per capire cosa sia successo e cosa stia ancora succedendo lungo le nostre coste e sui nostri territori ed ottenere che gli stessi vengano bonificati. Grazie alla grande energia che proviene da uomini come De Grazia possiamo ancora credere che le nostre istituzioni siano in grado di spiegare vicende che interessano la  Calabria e la sua possibilità di costruire un futuro diverso”.  Da qui la decisione di ricordare De Grazia nel giorno della sua nascita. “Per noi – affermano gli attivisti del Comitato – Natale non è morto ma continua grazie alla sua grande energia e all’amore che ha dimostrato per il nostro mare e per la nostra terra a vivere nelle nostre coscienze. Vorremmo che questo messaggio arrivasse a quanti hanno il potere di aiutare la ricerca della verità e non trovano il coraggio per gridare ad alta voce di volere una terra diversa. Innanzitutto libera di poter costruire serenamente il proprio futuro e quello dei suoi figli”.

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NAVI: AFFONDA UN’ALTRA NAVE DELLA COMPAGNIA MESSINA

15 dicembre 2010 Commenti chiusi

A vent’anni dallo spiaggiamento della Jolly Rosso in Calabria, affonda anche la Jolly Amaranto  della Compagnia Ignazio Messina & C. Spa in acque egiziane

Scritto da  Sara Dellabella (Agenzia Parlamentare)

(AGENPARL) – Roma, 15 dic – Ancora guai per la compagnia Messina. A vent’anni esatti dallo spiaggiamento della Jolly Rosso, ieri è affondata a largo dell’Egitto un’altra nave, la Jolly Amaranto. La nave si è inabissata dopo essere stata per due giorni in balia delle onde con i motori spenti. Anche stavolta l’equipaggio si è salvato e l’amministratore della compagnia di navigazione genovese, Andrea Gais ha dichiarato alla stampa che i problemi sono cominciati con l’aperture di una falla all’interno della nave. Anche per la Jolly Rosso si ipotizzò il distacco di un muletto che causò una falla. La Jolly Amaranto trasportava trentotto container di vernici, resine, additivi e gomma. Altri veleni. Anche se le inchieste della Magistratura italiana che da anni indaga sullo spiaggiamento della Rosso sulle coste calabresi, non ha mai accertato il collegamento tra il carico della nave e l’inquinamento riscontrato nelle zone dell’alveo del fiume Oliva. Nonostante le archiviazioni del pm Francesco Greco, nel maggio 2009 la Procura di Paola ha aperto un altro filone di indagine: quello della salute pubblica. Infatti, nell’area di Paola sono aumentati in maniera esponenziale, e in percentuale ben al di sopra della media nazionale, le patologie tumorali.

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Anniversari di un brutto ventennio

14 dicembre 2010 Commenti chiusi


13 dicembre 1995
moriva il capitano Natale De grazia mentre indagava su un traffico illecito di rifiuti pericolosi via mare.

14 dicembre 1990 – La Jolly Rosso abbandonata dall’equipaggio, spiaggiava sulle coste di Amantea

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“L’ultima spiaggia” sbarca in America

13 dicembre 2010 Commenti chiusi

NEW YORK – Il documentario ”L’ultima spiaggia. Saggio di geografia disumana” del regista calabrese Massimo De Pascale sarà proiettato negli USA. Il video (riprese e montaggio di Nicola Carvello; Produzione DoKufilm), sul traffico dei rifiuti tossici che riguarda la Calabria, e non solo, sarà oggi ospite (dalle ore 19.30 ora locale) presso il “Brecht Forum” di West Street a New York, uno dei luoghi storici della sinistra newyorkese, grazie all’impegno e al’organizzazione di Micheal Leonardi.

Brecht Forum http://brechtforum.org/ PHONE (212) 242-4201
451 West Street
New York, NY

SHIPS OF POISON, Discussion and Film Screening

Ships with toxic and radioactive wastes have been intentionally sunk across the Mediterranean while NATO, State governments and the Italian mafia keep their silence.

These Ships, at least 55 acknowledged by the former head of Italian intelligence Bruno Branciforte, and more than 100 according to research from the Italian Daily il Manifesto’s Andrea Pallidino are a serious threat to the health of the citizens and the ecosystems of the Mediterranean. But the story goes beyond the Mediterranean and down to the coast of Somalia where ocean ecosystems have been destroyed, livelihoods devastated and journalists killed as they sought to uncover the truth of this story.
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Jolly Amaranto in balia delle onde in Egitto

11 dicembre 2010 Commenti chiusi

14 dicembre 1990 – 11 dicembre 2010.
Jolly Rosso     –   Jolly Amaranto

Venti anni. Il 14 dicembre di vent’anni fa in balia delle onde la Jolly Rosso fu abbandonata dall’equipaggio al largo del golfo di S. Eufemia (CZ) e poi trasportata dalla corrente si è spiaggiata s

ulle coste di Amantea (CS). Oggi, a largo delle coste egiziane, dalla Jolly Amaranto il comandante della nave ha chiesto di poter abbandonare la nave perchè le condizioni del mare potrebbero farla affondare. Jolly Rosso – Jolly Amaranto, due navi, stessa compagnia armatrice: la Ignazio Messina & C. Società sfortunata.

A bordo della Jolly Amaranto tra i tanti container, alcuni dei quali a causa dei marosi sono finiti in acqua, pare ve ne siano alcuni che contengono materiale “pericoloso”, almeno secondo quanto battuto dalle agenzie e riportato dalle maggiori testate italiane. Sul posto è stata chiamata ad intervenire per recuperare la nave la Smit Tak società olandese, come 20anni fa per la Jolly Rosso.

—— da Corriere della Sera Online

Egitto, portacontainer in avaria
Sulla Jolly Amaranto anche 16 italiani
Onde alte fino a tredici metri e andamenti laterali della nave anche di 30-40 gradi. A bordo «merci pericolose»

MILANO, 11 dic. 2010 – È assai difficile la situazione dei 21 marinai, di cui 16 italiani, a bordo della nave portacontainer «Jolly Amaranto», in balia delle onde al largo delle coste egiziane. Le proibitive condizioni del mare con onde alte fino a 13 metri, vento che soffia a circa cento chilometri orari e scarsa visibilità, non solo stanno provocando andamenti laterali della nave anche di 30-40 gradi (e non è escluso il ribaltamento), ma per di più non consentono momento alcuna operazione di soccorso da parte delle imbarcazioni che le autorità egiziane hanno dirottato in zona, un mercantile e una nave da guerra. L’armatore Stefano Messina ha tuttavia voluto smentire il fatto che la nave stia affondando.
«VOGLIAMO ABBANDONARE LA NAVE» – Poco fa, secondo quanto si apprende da fonti italiane delle Capitanerie, il comandante della nave ha chiesto di poter abbandonare la nave per non mettere a rischio l’incolumità dell’equipaggio. D’intesa con l’armatore, il comandante ha dunque inviato un nuovo sos alle autorità egiziane affinchè approntino un intervento di soccorso. «Siamo tesi e preoccupati per la situazione perchè siamo persone responsabili, ma l’equipaggio sta bene. Hanno paura, ma la nave non sta affondando – ripete Messina -. Ci sono due rimorchiatori della Smith, uno partito da Alessandria d’Egitto e uno da Creta che li stanno raggiungendo, ma non è una cosa istantanea, magari lo fosse».

MERCI PERICOLOSE – A bordo della nave, da quanto si è appreso, ci sono diverse merci «pericolose»: vernici, pitture, resina, inchiostro da stampa, pneumatici pressurizzati, alcol, pitture speciali, liquidi infiammabili, sostanze chimiche, chimici farmaceutici, liquido corrosivo e lacca.

—– da Libero-news.it

Egitto: armatore Jolly Amaranto, equipaggio non ha subito danni

Genova, 11 dic. – (Adnkronos) – La Messina & C ha dato incarico alla Smith, la piu’ grossa societa’ di salvataggio e assistenza in mare, di intervenire in soccorso della Jolly Amaranto, la nave italiana bloccata in balia delle onde a 50 miglia dalla coste egiziane. Verso le 16 sono partiti due rimorchiatori, uno da Alessandria e uno da Creta che dovrebbero arrivare in zona domani mattina se le condizioni del tempo lo permetteranno. In zona, a meno di dieci miglia dalla Jolly, c’e’ una petroliera che non e’ attrezzata per il trasbordo in queste condizione meteo.

L’equipaggio, che con il calare del buio si trova in difficolta’, non ha subito danni e si e’ radunato sul ponte, le comunicazioni funzionano. L’armatore e’ in costante contatto con la nave. ”La priorita’ e’ mettere in salvo l’equipaggio, evacuarlo trasferirlo su un’altra nave”, ha detto Stefano Messina ad della compagnia Ignazio Messina & C.

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Italia: lotta contro la mafia dei rifiuti

9 dicembre 2010 Commenti chiusi

Le attività del Comitato “De Grazia” raccontate all’Europa dalla Tv ARTE.

La Tv satellitare ARTE molto seguita in Germania e in Francia si è occupata del traffico dei rifiuti tossici, portando operatori e telecamere in Calabria. Lo ha fatto all’interno della Trasmissione Yourope dedicata ai giovani europei impegnati socialmente. L’interesse dimostrato dalle Tv straniere è scaturito dalla scarsa conoscenza che, l’opinione pubblica europea, ha del problema dell’illecito smaltimento dei rifiuti, molti dei quali potrebbero esser prodotti proprio da Paesi del nord Europa. Scarti della lavorazione delle fabbriche francesi, tedesche, olandesi potrebbero essere smaltiti a basso costo in Italia, illegalmente.

i link del video
in lingua tedesca:
http://videos.arte.tv/de/videos/italien_kampf_gegen_muell_mafia-3540328.html

in lingua francese:
http://www.youtube.com/watch?v=4mbqXWj72pk

Italia: lotta contro la mafia dei rifiuti (ARTE)

Sin dagli anni ’90, giacciono in fondo al mare, al largo della costa calabrese, relitti contenenti rifiuti tossici e radioattivi. Un sistema, quello di affondare navi cariche di rifiuti, che permette alla ndrangheta di accumualre enormi ricchezze. Tante inchieste su tali traffici sono state archiviate per mancanza di prove. Le ultime sono state riaperte grazie alla testimonianza di un pentito.
Ma non sono le autorità, non è lo Stato, a farsi carico della lotta al traffico dei rifiuti in Italia, ma i giovani. Essi organizzano la mobilitazione popolare contro la ‘ndrangheta e il traffico dei rifiuti tossici mettendo a repentaglio la loro vita.

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