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	<title>Commenti per Comitato Civico Natale De Grazia</title>
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	<description>... Per la verita sulla motonave Jolly Rosso</description>
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		<title>Commenti su Inquinamento Fiume Oliva: Il comitato De Grazia parte civile nel procedimento penale di claudio</title>
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		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 08:25:17 +0000</pubDate>
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		<description>“il manifesto”, giovedì 22 luglio 2010

COSÌ MUORE LA VALLE DELL’OLIVA
Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti – Paola (Cs)


Duecentoquarantadue giorni fa: un’eternità. Era il 24 ottobre dello scorso anno e un fiume di trentamila anime sciamava lungo i viali di Amantea che costeggiano il Tirreno. Sfidavano pioggia e vento, in un autunno incalzante, per chiedere verità sulle navi radioattive infossate nei fondali marini e la bonifica di una vallata, quella del fiume Oliva, inquinata da materiali tossici e nocivi. La manifestazione fu un successo. Ma da allora una cappa di silenzio avvolge la vicenda. Una sequela imbarazzante di coperture ed omissioni, di insabbiamenti e reticenze. 
I carotaggi
“Per evitare speculazioni e falsi allarmismi ancora una volta le chiedo di poterla incontrare per essere informato sullo stato dell’arte e per poter informare, a mia volta, i cittadini che sono profondamente allarmati per una situazione su cui, da mesi, non riescono ad avere notizie ufficiali e definitive”. È questo l’accorato appello che il sindaco di Aiello Calabro, Franco Iacucci, ha rivolto nei giorni scorsi al Procuratore capo di Paola Bruno Giordano, per conoscere i dettagli dei carotaggi che si stanno effettuando nell’agro del fiume Oliva, vicino Amantea, nell’ambito della caratterizzazione eseguita dagli operai della Toma Abele Trivellazioni di Matera coadiuvati dagli esperti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). 
E, mentre si attendono i risultati definitivi degli esami sui campioni che, alla fine del mese, saranno affidati a tre laboratori che effettueranno, in modo autonomo l’uno dall’altro, sia analisi radiometriche, che chimiche, la valle dell’Oliva lentamente muore. “Perché oggi quel fiume non c’è più ed io, ogni volta che ritorno, ripercorro con la memoria i tempi passati e piango come un bambino- spiega commosso Alfonso Lorelli del Comitato civico Natale De Grazia- e vorrei sapere, ma ancora non so, chi e quanti hanno ridotto il mio fiume ad una discarica di materiali tossici trasformandolo da donatore di vita a seminatore di morte e di malattie. In questi tempi mi reco spesso lungo l’Oliva per osservare tutte le sue ferite causate dall’insensatezza e dalla criminalità umana e ogni volta mi viene in mente la bellezza incontaminata di questa vallata che tanto ho amato. Ricordo i filari maestosi di eucalipti e di pioppi che si snodavano lungo la riva destra il cui ‘stormir di fronde’ ci rallegrava quando andavamo al fiume a controllare la derivazione dell’acqua immessa nell’acquaro grande che serviva per irrigare i cento ettari di terreno fertilissimo della Marinella. Ricordo i tantissimi salici piangenti distribuiti lungo gli argini delle due rive opposte e i tanti piccoli acquitrini dove pescavamo le rane ed i pesciolini di acqua dolce e le anguille che in certi periodi dell’anno risalivano il fiume”. Allora l’Oliva era incontaminato e rappresentava il polmone acquifero di un’intera comunità. “Veniva pulito ogni anno dai contadini limitrofi che sapevano bene come dalle sue acque dipendesse la vita e la qualità dei loro prodotti. Sui terreni demaniali si coltivavano le noci-pesche più saporite ed odorose di tutta la Calabria, una produzione di nicchia che scomparve non appena le acque del fiume persero la loro antica purezza” conclude Lorelli.
“Una bomba ecologica”
Forse hanno ragione gli scettici incalliti. Non sapremo mai se, dove, da chi, siano state affondate le “navi dei veleni”. Però in Calabria certi veleni si possono vedere, toccare, e stanno provocando una strage diluita nel tempo. Nonostante l’omertà, gli interessi o la ragion di Stato spingano ancora qualcuno ad accusare i comitati ambientalisti di essere apocalittici, addirittura antituristici. 
Tra quanti non si rassegnano al silenzio, c’è il capo della procura di Paola, Bruno Giordano, titolare dell’inchiesta sui rifiuti tossici interrati nell’alveo del fiume Oliva. All’esito degli ultimi carotaggi, nell’area sono stati rinvenuti fanghi industriali altamente inquinanti. Ci riceve negli uffici della Procura nel Rione Giacontesi, a due passi dall’area pedonale di Corso Roma, e parla a ruota libera, senza reticenza alcuna. “Era già emerso circa due anni fa -spiega Giordano- quando sulla briglia del fiume riscontrammo la presenza di metalli pesanti, tra cui il mercurio. Nel cosiddetto “rilevato” trovammo anche cesio 137 a quattro metri di profondità. Quindi non cesio da ricaduta, ma probabilmente terreno infetto trasportato da altre aree. Così allora conclusero i consulenti. Recentemente abbiamo individuato una vasta presenza di sostanze chimiche anche nelle contrade Carbonara e Giani dove c’è un terreno di due o tre ettari” quasi interamente interessato “dal deposito di questi fanghi industriali nocivi. La benna è arrivata a 5 metri e mezzo di profondità, non ha toccato il fondo. È probabile che si estendano per una profondità ancora maggiore nel sottosuolo. Il quadro è abbastanza allarmante, sia per la sicurezza complessiva del territorio, sia per le prospettive di bonifica. Ci vorrà un notevole sforzo logistico ed un impegno economico enorme”. 
Ma da dove arrivano queste scorie? In tanti continuano a chiedersi se esista un possibile collegamento con la vicenda della motonave “Jolly Rosso” spiaggiata il 14 dicembre 1990 a poca distanza dalla foce del fiume Oliva. Il procuratore chiarisce che saranno le analisi a dirci “la loro probabile provenienza”. Mancano però i testimoni. E diverse industrie nel nostro Paese “sono in condizioni di produrre attualmente fanghi di quella tipologia”. 
Danni comunque incalcolabili. “L’effetto diluente dell’acqua piovana negli anni ha già provocato le sue conseguenze, infiltrando le eventuali sostanze nocive anche nelle falde acquifere. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria bomba ecologica”. Inquietudine per la radioattività registrata nell’area, e in particolare in una cava. In questo caso l’Ispra propende per un fenomeno naturale, “dovuto all’uranio 235 e al potassio, alla tipologia particolare di rocce che nella fase estrattiva da grande profondità sono state riportate in superficie”. È un’ipotesi. “In ogni caso -precisa Giordano- il livello di intasamento di fattori inquinanti dovuti ai fanghi industriali, è tale da suscitare serie preoccupazioni”.
E il ruolo della criminalità organizzata? “Qualora lo avessimo ipotizzato, avremmo già trasmesso gli atti alla DDA di Catanzaro”. Il procuratore ritiene più probabile si possa trattare di “persone prive di scrupoli, che si sono prestate a questo indegno commercio” e non a caso hanno scelto la vallata dell’Oliva: “non essendo presenti insediamenti industriali, a chi poteva venire in mente che da altre parti d’Italia i rifiuti potessero essere dislocati nell’alveo di quel torrente?” Più che stringersi, il cerchio dunque si allarga: “È una forma spregiudicata ed “economica” da parte di tante aziende pubbliche o private che siano, di utilizzare il territorio come discarica abusiva per risparmiare, eliminare o abbattere i costi dello smaltimento legale”. Un tempo lungo la riva destra del fiume Oliva si snodava l’antica strada comunale Amantea- Aiello, una mulattiera attraversata giornalmente da centinaia di asini, da carri trainati da buoi che portavano verso la marina i prodotti dell’economia di montagna e verso l’entroterra i prodotti ittici con le famose alici di Amantea. Lungo la riva sinistra vi era invece la fontana di Foresta dove si attingeva l’acqua da bere, ritenuta la migliore della zona. Oggi tutto questo non c’è più, sventrato dalle cave e cancellato dalle discariche. E la valle dell’Oliva lentamente muore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“il manifesto”, giovedì 22 luglio 2010</p>
<p>COSÌ MUORE LA VALLE DELL’OLIVA<br />
Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti – Paola (Cs)</p>
<p>Duecentoquarantadue giorni fa: un’eternità. Era il 24 ottobre dello scorso anno e un fiume di trentamila anime sciamava lungo i viali di Amantea che costeggiano il Tirreno. Sfidavano pioggia e vento, in un autunno incalzante, per chiedere verità sulle navi radioattive infossate nei fondali marini e la bonifica di una vallata, quella del fiume Oliva, inquinata da materiali tossici e nocivi. La manifestazione fu un successo. Ma da allora una cappa di silenzio avvolge la vicenda. Una sequela imbarazzante di coperture ed omissioni, di insabbiamenti e reticenze.<br />
I carotaggi<br />
“Per evitare speculazioni e falsi allarmismi ancora una volta le chiedo di poterla incontrare per essere informato sullo stato dell’arte e per poter informare, a mia volta, i cittadini che sono profondamente allarmati per una situazione su cui, da mesi, non riescono ad avere notizie ufficiali e definitive”. È questo l’accorato appello che il sindaco di Aiello Calabro, Franco Iacucci, ha rivolto nei giorni scorsi al Procuratore capo di Paola Bruno Giordano, per conoscere i dettagli dei carotaggi che si stanno effettuando nell’agro del fiume Oliva, vicino Amantea, nell’ambito della caratterizzazione eseguita dagli operai della Toma Abele Trivellazioni di Matera coadiuvati dagli esperti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).<br />
E, mentre si attendono i risultati definitivi degli esami sui campioni che, alla fine del mese, saranno affidati a tre laboratori che effettueranno, in modo autonomo l’uno dall’altro, sia analisi radiometriche, che chimiche, la valle dell’Oliva lentamente muore. “Perché oggi quel fiume non c’è più ed io, ogni volta che ritorno, ripercorro con la memoria i tempi passati e piango come un bambino- spiega commosso Alfonso Lorelli del Comitato civico Natale De Grazia- e vorrei sapere, ma ancora non so, chi e quanti hanno ridotto il mio fiume ad una discarica di materiali tossici trasformandolo da donatore di vita a seminatore di morte e di malattie. In questi tempi mi reco spesso lungo l’Oliva per osservare tutte le sue ferite causate dall’insensatezza e dalla criminalità umana e ogni volta mi viene in mente la bellezza incontaminata di questa vallata che tanto ho amato. Ricordo i filari maestosi di eucalipti e di pioppi che si snodavano lungo la riva destra il cui ‘stormir di fronde’ ci rallegrava quando andavamo al fiume a controllare la derivazione dell’acqua immessa nell’acquaro grande che serviva per irrigare i cento ettari di terreno fertilissimo della Marinella. Ricordo i tantissimi salici piangenti distribuiti lungo gli argini delle due rive opposte e i tanti piccoli acquitrini dove pescavamo le rane ed i pesciolini di acqua dolce e le anguille che in certi periodi dell’anno risalivano il fiume”. Allora l’Oliva era incontaminato e rappresentava il polmone acquifero di un’intera comunità. “Veniva pulito ogni anno dai contadini limitrofi che sapevano bene come dalle sue acque dipendesse la vita e la qualità dei loro prodotti. Sui terreni demaniali si coltivavano le noci-pesche più saporite ed odorose di tutta la Calabria, una produzione di nicchia che scomparve non appena le acque del fiume persero la loro antica purezza” conclude Lorelli.<br />
“Una bomba ecologica”<br />
Forse hanno ragione gli scettici incalliti. Non sapremo mai se, dove, da chi, siano state affondate le “navi dei veleni”. Però in Calabria certi veleni si possono vedere, toccare, e stanno provocando una strage diluita nel tempo. Nonostante l’omertà, gli interessi o la ragion di Stato spingano ancora qualcuno ad accusare i comitati ambientalisti di essere apocalittici, addirittura antituristici.<br />
Tra quanti non si rassegnano al silenzio, c’è il capo della procura di Paola, Bruno Giordano, titolare dell’inchiesta sui rifiuti tossici interrati nell’alveo del fiume Oliva. All’esito degli ultimi carotaggi, nell’area sono stati rinvenuti fanghi industriali altamente inquinanti. Ci riceve negli uffici della Procura nel Rione Giacontesi, a due passi dall’area pedonale di Corso Roma, e parla a ruota libera, senza reticenza alcuna. “Era già emerso circa due anni fa -spiega Giordano- quando sulla briglia del fiume riscontrammo la presenza di metalli pesanti, tra cui il mercurio. Nel cosiddetto “rilevato” trovammo anche cesio 137 a quattro metri di profondità. Quindi non cesio da ricaduta, ma probabilmente terreno infetto trasportato da altre aree. Così allora conclusero i consulenti. Recentemente abbiamo individuato una vasta presenza di sostanze chimiche anche nelle contrade Carbonara e Giani dove c’è un terreno di due o tre ettari” quasi interamente interessato “dal deposito di questi fanghi industriali nocivi. La benna è arrivata a 5 metri e mezzo di profondità, non ha toccato il fondo. È probabile che si estendano per una profondità ancora maggiore nel sottosuolo. Il quadro è abbastanza allarmante, sia per la sicurezza complessiva del territorio, sia per le prospettive di bonifica. Ci vorrà un notevole sforzo logistico ed un impegno economico enorme”.<br />
Ma da dove arrivano queste scorie? In tanti continuano a chiedersi se esista un possibile collegamento con la vicenda della motonave “Jolly Rosso” spiaggiata il 14 dicembre 1990 a poca distanza dalla foce del fiume Oliva. Il procuratore chiarisce che saranno le analisi a dirci “la loro probabile provenienza”. Mancano però i testimoni. E diverse industrie nel nostro Paese “sono in condizioni di produrre attualmente fanghi di quella tipologia”.<br />
Danni comunque incalcolabili. “L’effetto diluente dell’acqua piovana negli anni ha già provocato le sue conseguenze, infiltrando le eventuali sostanze nocive anche nelle falde acquifere. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria bomba ecologica”. Inquietudine per la radioattività registrata nell’area, e in particolare in una cava. In questo caso l’Ispra propende per un fenomeno naturale, “dovuto all’uranio 235 e al potassio, alla tipologia particolare di rocce che nella fase estrattiva da grande profondità sono state riportate in superficie”. È un’ipotesi. “In ogni caso -precisa Giordano- il livello di intasamento di fattori inquinanti dovuti ai fanghi industriali, è tale da suscitare serie preoccupazioni”.<br />
E il ruolo della criminalità organizzata? “Qualora lo avessimo ipotizzato, avremmo già trasmesso gli atti alla DDA di Catanzaro”. Il procuratore ritiene più probabile si possa trattare di “persone prive di scrupoli, che si sono prestate a questo indegno commercio” e non a caso hanno scelto la vallata dell’Oliva: “non essendo presenti insediamenti industriali, a chi poteva venire in mente che da altre parti d’Italia i rifiuti potessero essere dislocati nell’alveo di quel torrente?” Più che stringersi, il cerchio dunque si allarga: “È una forma spregiudicata ed “economica” da parte di tante aziende pubbliche o private che siano, di utilizzare il territorio come discarica abusiva per risparmiare, eliminare o abbattere i costi dello smaltimento legale”. Un tempo lungo la riva destra del fiume Oliva si snodava l’antica strada comunale Amantea- Aiello, una mulattiera attraversata giornalmente da centinaia di asini, da carri trainati da buoi che portavano verso la marina i prodotti dell’economia di montagna e verso l’entroterra i prodotti ittici con le famose alici di Amantea. Lungo la riva sinistra vi era invece la fontana di Foresta dove si attingeva l’acqua da bere, ritenuta la migliore della zona. Oggi tutto questo non c’è più, sventrato dalle cave e cancellato dalle discariche. E la valle dell’Oliva lentamente muore.</p>
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		<title>Commenti su &#8220;Intestare le strade di Amantea alle vittime della mafia&#8221; di Andrea Pagliantini</title>
		<link>http://www.comitatodegrazia.org/Blog/le-vie-di-amantea-intestate-alle-vittime-della-mafia.html/comment-page-1#comment-48</link>
		<dc:creator>Andrea Pagliantini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 12:42:40 +0000</pubDate>
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		<description>Essendo di fuori non so quanto il mio parere possa contare in una questione prettamente locale come una vicenda di toponomastica, però passare dall&#039;intestazione di vie a base di fiori a vittime della malavita, mi pare una cosa giusta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo di fuori non so quanto il mio parere possa contare in una questione prettamente locale come una vicenda di toponomastica, però passare dall&#8217;intestazione di vie a base di fiori a vittime della malavita, mi pare una cosa giusta.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Rifiuti Fiume Oliva: non tutto quello che viene scritto è VERITÀ di Scorie nel Fiume Oliva, il Comitato De Grazia: troppa confusione &#124; La voce dell'Emergenza - il Blog</title>
		<link>http://www.comitatodegrazia.org/Blog/rifiuti-fiume-oliva-non-tutto-quello-che-viene-scritto-e-verita-accertata.html/comment-page-1#comment-47</link>
		<dc:creator>Scorie nel Fiume Oliva, il Comitato De Grazia: troppa confusione &#124; La voce dell'Emergenza - il Blog</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 17:01:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Comitato Civico Natale De Grazia   var addthis_pub = &#039;condividi&#039;; var addthis_brand = &#039;9online&#039;;var addthis_language = &#039;it&#039;;var addthis_options = &#039;email, favorites, digg, delicious, myspace, google, facebook, reddit, live, more&#039;; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Comitato Civico Natale De Grazia   var addthis_pub = &#39;condividi&#39;; var addthis_brand = &#39;9online&#39;;var addthis_language = &#39;it&#39;;var addthis_options = &#39;email, favorites, digg, delicious, myspace, google, facebook, reddit, live, more&#39;; [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Le tonnellate di rifiuti dell&#8217;Oliva non interessano a nessuno di gianfranco</title>
		<link>http://www.comitatodegrazia.org/Blog/le-tonnellate-di-rifiuti-delloliva-non-interessano-a-nessuno.html/comment-page-1#comment-46</link>
		<dc:creator>gianfranco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 09:02:26 +0000</pubDate>
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		<description>E come dice l&#039;amico Massimo De Pascale &quot;C&#039;è Scavo e...scavo&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E come dice l&#8217;amico Massimo De Pascale &#8220;C&#8217;è Scavo e&#8230;scavo&#8221;</p>
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		<title>Commenti su Fiume Oliva, procuratore di Paola:  &#8220;centomila metri cubi di fanghi industriali&#8221; di radio ciroma 105.7FM &#8211; cosenza &#124; rumori nell&#39;etere cittadino &#187; Blog Archive &#187; fiume oliva, procuratore di paola: “centomila metri cubi di fanghi industriali”</title>
		<link>http://www.comitatodegrazia.org/Blog/rifiuti-procuratore-di-paola-giordano-grandissime-quantita-di-fanghi-industriali.html/comment-page-1#comment-45</link>
		<dc:creator>radio ciroma 105.7FM &#8211; cosenza &#124; rumori nell&#39;etere cittadino &#187; Blog Archive &#187; fiume oliva, procuratore di paola: “centomila metri cubi di fanghi industriali”</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:37:01 +0000</pubDate>
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		<description>[...] qui per saperne di più             &#124; more      (No Ratings Yet) &#160;Loading [...]</description>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su I segreti della Rosso di Aiello Calabro</title>
		<link>http://www.comitatodegrazia.org/Blog/i-segreti-della-rosso.html/comment-page-1#comment-44</link>
		<dc:creator>Aiello Calabro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 18:59:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatodegrazia.org/Blog/?p=1353#comment-44</guid>
		<description>COMUNICATO DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI AIELLO CALABRO
UNA RISPOSTA AL PROCURATORE GIORDANO
Aiello Calabro – “Prendiamo, con rammarico, atto della dichiarazione del Procuratore di Paola, dott. Giordano, letta in un articolo di Andrea Palladino su “Il Manifesto” di ieri: «Nessun sindaco, dopo la notizia del ritrovamento dei veleni - spiega il procuratore - si è presentato per chiedere notizia&gt;&gt;. Esattamente una settimana fa, il nostro pensiero è stato espresso attraverso le parole del sindaco Iacucci in una lettera pubblicata, poi, sabato 12 giugno su “Il Quotidiano della Calabria”. Parole di compiacimento, all’unanimità  condivise da tutta la giunta, per la conduzione seria e puntuale delle indagini i cui risultati sono stati, però, a noi resi noti solo attraverso la stampa e non attraverso un dialogo che codesta Amministrazione ha sempre e pubblicamente cercato di ottenere con il dott. Giordano già all’indomani dell’indexing del TG1, di quasi un anno fa, con la lapidaria notizia su Aiello Calabro  denominata“La collina dei tumori”. E’ spiacevole la mancata considerazione di richieste di incontro dirette alla Procura di Paola, difficilmente inosservabili grazie anche all’attenzione mass mediatica focalizzata sulla spiacevole vicenda e sulle dichiarazioni sia dell’ufficio giudiziario in questione, e sia di quelle di codesta Giunta Comunale. Quest’ultima, improntando sempre le basi del rispetto per il lavoro che si sta svolgendo nel proprio territorio, partecipando in maniera attiva anche alle lodevoli, civiche manifestazioni di sensibilizzazione per una problematica che ha destato confusione alla quale si auspica una veloce nitidezza, intende ribadire la propria voglia di cercare un’intesa con la Procura di Paola affinchè, in nome di una doverosa collaborazione, si possano informare i cittadini placando le loro, le nostre, preoccupazioni”.

Il Sindaco Franco Iacucci e la Giunta Comunale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI AIELLO CALABRO<br />
UNA RISPOSTA AL PROCURATORE GIORDANO<br />
Aiello Calabro – “Prendiamo, con rammarico, atto della dichiarazione del Procuratore di Paola, dott. Giordano, letta in un articolo di Andrea Palladino su “Il Manifesto” di ieri: «Nessun sindaco, dopo la notizia del ritrovamento dei veleni &#8211; spiega il procuratore &#8211; si è presentato per chiedere notizia&gt;&gt;. Esattamente una settimana fa, il nostro pensiero è stato espresso attraverso le parole del sindaco Iacucci in una lettera pubblicata, poi, sabato 12 giugno su “Il Quotidiano della Calabria”. Parole di compiacimento, all’unanimità  condivise da tutta la giunta, per la conduzione seria e puntuale delle indagini i cui risultati sono stati, però, a noi resi noti solo attraverso la stampa e non attraverso un dialogo che codesta Amministrazione ha sempre e pubblicamente cercato di ottenere con il dott. Giordano già all’indomani dell’indexing del TG1, di quasi un anno fa, con la lapidaria notizia su Aiello Calabro  denominata“La collina dei tumori”. E’ spiacevole la mancata considerazione di richieste di incontro dirette alla Procura di Paola, difficilmente inosservabili grazie anche all’attenzione mass mediatica focalizzata sulla spiacevole vicenda e sulle dichiarazioni sia dell’ufficio giudiziario in questione, e sia di quelle di codesta Giunta Comunale. Quest’ultima, improntando sempre le basi del rispetto per il lavoro che si sta svolgendo nel proprio territorio, partecipando in maniera attiva anche alle lodevoli, civiche manifestazioni di sensibilizzazione per una problematica che ha destato confusione alla quale si auspica una veloce nitidezza, intende ribadire la propria voglia di cercare un’intesa con la Procura di Paola affinchè, in nome di una doverosa collaborazione, si possano informare i cittadini placando le loro, le nostre, preoccupazioni”.</p>
<p>Il Sindaco Franco Iacucci e la Giunta Comunale</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Jolly Rosso. Gli armatori: «non escludiamo il fenomeno delle &#8220;navi a perdere&#8221;» di McNamara seeking jump-start of energy panel &#124; Best Franchise Advice</title>
		<link>http://www.comitatodegrazia.org/Blog/jolly-rosso-gli-armatori-%c2%abnon-escludiamo-il-fenomeno-delle-navi-a-perdere%c2%bb.html/comment-page-1#comment-43</link>
		<dc:creator>McNamara seeking jump-start of energy panel &#124; Best Franchise Advice</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 11:11:59 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Jolly Rosso. Gli armatori: «non escludiamo il fenomeno delle &#8220;navi a perdere&#8221;» &#124; Comit... [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Jolly Rosso. Gli armatori: «non escludiamo il fenomeno delle &#8220;navi a perdere&#8221;» | Comit&#8230; [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su «Avvelenati». In libreria di Tweets that mention «Avvelenati». In libreria &#124; Comitato Civico Natale De Grazia -- Topsy.com</title>
		<link>http://www.comitatodegrazia.org/Blog/%c2%abavvelenati%c2%bb-in-libreria.html/comment-page-1#comment-42</link>
		<dc:creator>Tweets that mention «Avvelenati». In libreria &#124; Comitato Civico Natale De Grazia -- Topsy.com</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 16:46:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatodegrazia.org/Blog/?p=1055#comment-42</guid>
		<description>[...] This post was mentioned on Twitter by Jean-Marie Le Ray. Jean-Marie Le Ray said: Avvelenati http://www.comitatodegrazia.org/Blog/%C2%ABavvelenati%C2%BB-in-libreria.html [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] This post was mentioned on Twitter by Jean-Marie Le Ray. Jean-Marie Le Ray said: Avvelenati <a href="http://www.comitatodegrazia.org/Blog/%C2%ABavvelenati%C2%BB-in-libreria.html" rel="nofollow">http://www.comitatodegrazia.org/Blog/%C2%ABavvelenati%C2%BB-in-libreria.html</a> [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fusto spiaggiato ad Amantea di gianfranco</title>
		<link>http://www.comitatodegrazia.org/Blog/fusto-spiaggiato-ad-amantea.html/comment-page-1#comment-41</link>
		<dc:creator>gianfranco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 07:24:33 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Andrea per la tua preziosa collaborazione&lt;a href=&quot;#comment-40&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Andrea Pagliantini &lt;/a&gt;</description>
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		<title>Commenti su Fusto spiaggiato ad Amantea di Andrea Pagliantini</title>
		<link>http://www.comitatodegrazia.org/Blog/fusto-spiaggiato-ad-amantea.html/comment-page-1#comment-40</link>
		<dc:creator>Andrea Pagliantini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 20:03:37 +0000</pubDate>
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		<description>All&#039; apparenza è un fusto contente lubrificante per motori.
Già di suo non dovrebbe essere portato dal mare sulle spiaggia e saranno interessanti le analisi sul tipo di materiale che conteneva......... portatelo ad un laboratorio di cui vi fidate...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217; apparenza è un fusto contente lubrificante per motori.<br />
Già di suo non dovrebbe essere portato dal mare sulle spiaggia e saranno interessanti le analisi sul tipo di materiale che conteneva&#8230;&#8230;&#8230; portatelo ad un laboratorio di cui vi fidate&#8230;</p>
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